CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)

febbraio 1, 2016  |  News, Varie

Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) è il termine usato per descrivere l’insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie che facilitano e aumentano la comunicazione in persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, soprattutto il linguaggio orale e la scrittura.
L’aggettivo “Aumentativa” indica come le modalità di comunicazione utilizzate siano tese non a sostituire ma ad accrescere e potenziare la comunicazione naturale. “La CAA non è quindi sostitutiva del linguaggio orale e neppure ne inibisce lo sviluppo quando questo è possibile; si traduce invece in sostegno alla relazione, alla comprensione e al pensiero” (Rivarola A.)
Il termine “Alternativa” include tutto ciò che è alternativo alla parola ossia codici sostitutivi del sistema alfabetico (figure, disegni, simboli ecc.).
La Comunicazione Aumentativa rappresenta un’area di ricerca e di pratica clinica ed educativa che cerca di ridurre, contenere, compensare la disabilità temporanea o permanente e le limitazioni alla partecipazione delle persone che presentano un grave disturbo della comunicazione, sia sul versante espressivo sia sul versante ricettivo. Ciò può essere realizzabile attraverso il potenziamento delle abilità presenti, la valorizzazione delle modalità naturali e l’uso di modalità speciali.
“La CAA è quindi tutto quello che aiuta chi non può parlare a comunicare; è un approccio e non una tecnica riabilitativa” (Rivarola A.).

A chi è rivolta la CAA e quali sono gli obiettivi

La CAA è indicata per ogni persona che presenta bisogni comunicativi complessi a componente linguistica ricettiva, linguistica espressiva, motoria, cognitiva e visiva. Le condizioni di disabilità che possono chiedere interventi di CAA comprendono condizioni congenite, acquisite, neurologiche evolutive e temporanee.
Non esistono prerequisiti per iniziare un percorso di CAA ma bisogna considerare i punti di forza e le barriere all’accessibilità e alle opportunità di comunicazione.
In particolare la Comunicazione Aumentativa Alternativa si utilizza:
• per aumentare o sostituire il linguaggio orale carente o assente (come per esempio nelle paralisi cerebrali infantili o nei disturbi dello spettro autistico);
• per aumentare la comprensione verbale;
• come mezzo di comunicazione temporaneo (per es. in caso di terapia intensiva);
• in attesa dello sviluppo del linguaggio vocale (per es. nei ritardi dello sviluppo).

L’obiettivo finale del fare CAA non è trovare uno strumento o una soluzione tecnologica ad un problema di comunicazione, ma è quello di consentire alle persone di coinvolgersi effettivamente ed efficacemente in varie interazioni e di partecipare in varie attività di loro scelta.
In pratica la CAA si pone l’obiettivo di mettere la persona con complessi bisogni comunicativi nelle condizioni di poter attuare scelte, esprimere un rifiuto, un assenso, raccontare, esprimere i propri stati d’animo, influenzare il proprio ambiente, e quindi autodeterminarsi diventando protagonista della propria vita.
Non esistono quindi prerequisiti alla comunicazione, piuttosto esistono prerequisiti alle funzioni, alle tecniche, alle soluzioni adattive o per meglio dire alla disponibilità dell’ambiente a vedere una persona con bisogni comunicativi, ad aprirsi ed offrire contesti di partecipazione. Come più volte ripetuto da Beukelman e Mirenda senza partecipazione non c’è nessuno a cui parlare, niente di cui parlare e nessun motivo per comunicare.


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